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2 décembre 2009 3 02 /12 /décembre /2009 21:57

 

 

Dopo il discorso di addio agli anziani di Efeso (Atti 20:17 e ss) ai quali dice che non lo vedranno più perché cose gravi lo attendono, Paolo ritorna a Gerusalemme dove è accusato di insegnare ad abbandonare Mosè e di non circoncidere i bambini e di non seguire le prescrizioni rituali nel Tempio.

 

Gli viene consigliato di farsi vedere nel Tempio “Noi abbiamo quattro uomini che hanno fatto un voto; prendili teco, e purificati con loro e paga le spese per loro onde possano radersi il capo; così tutti conosceranno che non c’è nulla di vero nelle informazioni che hanno ricevute di te; ma che tu pure ti comporti da osservatore della Legge”

 

Ma a nulla è valso perché “I Giudei dell’Asia, vedutolo nel Tempio, sollevarono tutta la moltitudine, e gli misero le mani addosso, gridando: Uomini israeliti, venite al soccorso; questo è l’uomo che va predicando a tutti e da per tutto contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; e oltre a ciò a menato anche dei greci nel tempio e ha profanato questo santo luogo” Ciò non era la verità, ma la rabbia era tanta contro i cristiani.

 

“Or com’essi cercavano di ucciderlo, arrivò su al tribuno della coorte la voce che tutta Gerusalemme era sossopra” Paolo viene arrestato e messo in carcere ……….. E come l’ebbero disteso e legato con le cinghie, Paolo disse al centurione ch’era presente: V’è egli lecito flagellare un uomo che è cittadino romano, e non è stato condannato ?

 

“ E la notte seguente, il Signore si presentò a Paolo, e gli disse: Stai di buon cuore; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma.”

 

Sfuggito ad una congiura per ucciderlo malgrado la protezione dei soldati Romani, Paolo viene portato per discolparsi dinanzi al Sinedrio, poi dinanzi al governatore Felice ed ancora dinanzi a Festo, ed ancora dinanzi ad Agrippa.

 

Paolo che si era appellato al giudizio imperiale inizia il suo viaggio alla volta d’Italia con una tempesta ed un naufragio sull’isola di Malta che durò tre mesi, molti malati furono guariti perché Dio esaudiva le preghiere di Paolo. “E giunti che fummo a Roma, a Paolo fu concesso d’abitar da se col soldato che lo custodiva”

 

Da Roma nel 59/60 scrive le Lettere ai Filippesi, ai Colossesi agli Efesini

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