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14 novembre 2016 1 14 /11 /novembre /2016 10:32
Preghiera di un padre al PADRE Celeste

 

Grazie Signore per avermi donato i miei figli,
grazie per avermi fatto provare la gioia

di una vita che nasce,
di un bimbo che sorride e dona amore,

di una luce che illumina un mondo grigio.
Grazie Signore per le notti in bianco,
per le preoccupazioni ed i dolori,
perché ho capito cosa vuol dire amare.

Aiutami o Signore ad imparare

a far camminare i miei figli,
in un mondo privo di valori veri.
Aiutami o Signore ad essere un buon padre,

Non perfetto, ma un buon padre.

Grazie Signore per ogni ora che passo con loro
e li vedo crescere e cambiare, piangere e amare.
Grazie Signore, ti sento vicino come un padre al figlio.

Preghiera di uno sconosciuto che ho fatto mia

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

Poi la vita, quella che è matrigna me li tolse

La madre se li portò via andando con altri

Impedì loro di vedermi pour vivendo vicini

Ma poi compresi che fu anche la loro scelta

 

Separazione e divorzio mi resero impossibile

D’esercitare il diritto di padre a vedere i figli.

Mi rifiutarono sempre non solo il loro amore

Ma anche la loro presenza fisica e morale.


Quando in una riunione col loro e mio avvocato

Gli fu detto che se rifiutavano, io avevo il diritto

Di venire con i carabinieri per forzarli a vedermi

La loro risposta fu: “E noi scapperemo da lui dopo”.

 

La sola volta che ho visto Gaetano ormai grande

E istruttore di arti marziali fu quando mi minacciò

Di “spezzarmi in due se solo mi avrebbe visto

Nei paraggi di casa sua e di sua madre”

 

Ecco che mi son messo il cuore in posa con dolore

per soffrire in silenzio lontano dai 4 figli AMATI

Da più di trent’anni prego, tutti i giorni per loro

Che Dio possa dare pace, prosperità e bella vita.

 

Ti prego o Padre Celeste, Nel nome di Tuo Figlio

Gesù Cristo che ha dato la Sua innocente vita

La sul Golgota, morendo su una infame croce

Lui IL Giusto per salvare gli ingiusti come me.


Ti prego o Dio e Padre mio di concedermi in vita

Di riabbracciarli i figli che amo e che ho amato

Tutta la vita, ora son vecchio ottantaquattrenne

Quando sarà che TU mi accorderai questa grazia ?


                         Salvatore  Comisi

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31 août 2015 1 31 /08 /août /2015 10:51
AMAREZZA

 

L’amarezza é qualcosa

che la senti al palato

ti viene quando a sorpresa

il mondo ti cade e resti impalato.

Tu credevi di avere costruito

fortezze, bastioni indistruttibili

attorno a te. Sensibile e fedele marito,

mentre a lei altri letti sono appetibili.

L’amarezza é come una mazzata

venuta senza sapere da dove

é terribile sonora schiaffeggiata

e nessuno in tuo aiuto si muove.

Per la delusione patisci

come per la confusione,

ma prima o poi ne esci

anche se con ribellione.

Ma l’amarezza é sottile veleno

che ti prende tutto, mente e core,

puoi anche sembrare sereno

ed andare a morte per il dolore.

Renderti conto che della tua vita

tutta spesa per moglie e figli

non resta niente che viva,

che delusione, ho figli conigli.

Scoprire che hai tutto sbagliato

mentre ogni cosa sembrava evidente

perché tutto te stesso hai dato,

questa é confusione fetente.

Contrastare con colei che amore

fa far rima con oro e milione

non é cosa per il mio cuore,

zittisco nero come il carbone.

Eppure vorrei ancora tutto ricostruire

per amore dei figli che ho generato,

la moglie fedifraga anche perdonare,

ma lei non vuole, e sono costernato.

Io non so più come fare, affinché

moglie e figli felicità io possa

ancora dare, ancora uniti ancorché

difficile mi pare, poter farci le ossa.

Dice: quindici anni ti ho sopportato

io non pensavo a tanta fermezza

mentre per amore io tutto ho lasciato

questa é crudele amarezza.

E’ come un fulmine in ciel sereno

che destabilizza e distrugge tutto

un fuoco che t’arriva in un baleno

ti brucia e ti lascia come a lutto.

Dalla delusione, la confusione potente,

la ribellione o la costernazione ne esci,

ma quando l’amarezza, sottile e latente

piglia, sembri sereno, muori o non cresci

 

 

Salvatore Comisi

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29 août 2015 6 29 /08 /août /2015 16:55
LA  VITA  E'  UN  POEMA

 

LA MUSA TALIA

-Talìa, festiva, presiedeva la commedia, la poesia giocosa e l'idillio ed era rappresentata con una maschera comica in una mano e nell'altra un bastone da pastore, in testa aveva una corona di edere.

 

IL POEMA DELLA MIA VITA da 1950 a 1990

 

1) Beati quei giorni di felicità 

quando io ero spesso in gita 

incontravo Maria, Lucia o Rita 

a  Roma, a Parigi o alla Civita

conoscevo così la gente umana

acquistando una gioiosa sicurtà  

2) Scuola mi fu il vivere di allora

gustavo  tutto  della  mia  aurora

l' Amore  non conoscevo  ancora

la libertà era la mia vera essenza

del mio pensiero e mia coscienza

perché  amore è solo dipendenza

3) Vivevo la calma, la gioia e pace 

di  Cristo  ero  un  buon  seguace

la Sua volontà  fare, a me piace

praticare il bene ero reso capace 

predicando il Cristo ero loquace 

un puro cuore in mondo rapace. 

4 )In quei di che ero tanto felice  

nuotavo nel pulito come un' alice  

filavo  felicemente con Beatrice  

ricordo, com'era bella la sua foce

scura la pelle, quasi come noce

sonora, chiara e gentile la voce.  

5) Spensierati quei giorni senz’ami

ma di amiche ne avevo a sciami 

sentivo di gioventù tutti i richiami 

molti erano come d’alberi i rami 

dove le membra posavano pami

quei dì io davo e ricevevo reami.  

6) Tanti erano i vellutati petali

tutti odorosi, attiranti e regali  

dove mio cuore portava sue ali  

quel polline dai variopinti colori  

mi dava gioia ed inebrianti odori  

gustavo dell' amore i veri sapori.  

7) Linda, magnifico botanico orto

l’incontrai quasi vicino al porto

di Catania, andando dal sarto 

portava un vestitino ben accorto

mi guardava mentre ero assorto

la vidi, parlai, non fui  più stolto

8) Coniugai felice in ogni  luogo

i verbi della vita, ei mi fu prologo

dei giorni  a venire, un pedagogo  

di giovanili ludi, fu tempo magico

d'esperienze. Fu mondo Areopago

che di conoscenze non rende pago.

9) Dopo incontrai Marina che fu 

colei che mi tolse tanti dei tabù 

poi Maria Rosa che mi  buttò giù

tanto che donne non ne volevo più

E Gigliola venne e mi disse: orsù

amiamoci forte e teniamoci su 

10) Fammi della tua grande tribù

portami a S. Remo, poi a Viggiù.  

e se vuoi, anche la fra gli Zulù  

ma non dimenticare che solo tu  

sei il mio amore il mio " Er più "  

Io ti offro me stessa corpo e virtù  

11)Poi Iolanda invase la mia vita 

con tanta forza, senza brutalità

del mio cuore ei fece la sua baita 

rimase felice, con  grande abilità

quando col tempo, si fu  stabilita

divenni sua preda,  fui senza aita

12)Prima che quella fosse venuta

bene vivevo senza bere cicuta

è vero, cuor contento ciel l'aiuta

ma quando con dolce maniera  

mi conquistò e fece sua carriera  

da giorno ch'era, fu presto sera  

13) Segretaria che lavora bene

era all'inizio, non avevo pene

nulla doveva succedere, orbene

tutto accadde, fummo d’aliene

lontani da Dio com'è Cirene

dalla bella notturna, Silene

14) Scapolo di Cristo credente

lei ha fatto voto di sposa ne?

sparse dagli occhi vero bene

proibito mangiammo, gente!

servimmo il malefico e truce

Non più Cristo ebbi per Duce

15) Spergiuri a fede, fummo noi

la pace sparse perche non Suoi

del male  diventammo veri eroi

amando una sposa  peccai,  poi

polare persi, e fu: sia come vuoi

il basto portammo come i buoi

16) Non più i passi allor portai

la dove s'adora Dio. Ormai

non più in prece, ne più andai

ove fede nasce, ma fummo soli

a noi stessi nemici e figlioli

nessun’aita, mai fummo proli

17) L'onore, il bene, ed il giusto

furono da noi proscritti presto

e così: sesso, tavola, ballo, tosto

presero gran forza il loro posto

volevamo gioire ad ogni costo

e di lussuria facemmo un cesto

18)Insieme fummo nel peccato

dicevamo: ma è stato il fato

a farci  incontrare, ero beato

non comprendevo il male fatto

dicevo: Non c'è stato contratto

perchè spontaneo era l'atto

19) Che perdesti amandomi tu?

quando amore mi giurasti fu

del talamo perdere le virtù.

Fu come fuggire la, nel Perù

di me tua preda facevi, laggiù

in quella "Temeraria" via blu

20) Non volevi più Matthieu

o andare con Gastone laggiù

come la nuova Montesquieu

solo me baciavi a Montaigu

me amavi, senza avere tabù

ben dandomi la tua gioventù

21) Sapete cosa persi amandola?

mi sentivo come in farandola,

dansai girando come trottola.

uscirne volevo, tale l'allodola

attirato da specchio, fui preda,

peccando persi mia aureola.

22) Per darti fede, persi la via

illuminando te persi luce pia

per darti forza svuotai la mia,

elevandoti me abbassai pria

ti misi su piedistallo, fosti ria,

per farti felice, divenni paria

 

23) Come mi trovai in catene ?

quando nel tunnel entrai bene

il sangue mi bolliva nelle vene

come attorniato da feroci iene

per uscirne ho aiuto da Irene

non avevo coraggio, ne rene.

24) Perchè non é Eva ma Circe

io povero Ulisse, alla sua mercé

la donna che ama, non fa marce

sicura conquista l’ uomo in pace

cosicché presto suo ben mi fece

fu l'amica, l'amante, la mia luce

25) Ho bisogno di cure, dicesti

tuo corpo tuo essere mi desti .

Anche primi agognati orgasmi

volevi, ma non conoscevi. Fremi

sperando quel giorno, tu tremi

come se ne provassi gli spasmi

26) Dicevi insegnassi i processi

che trasformano, e quali i nessi

d'orgasmo nell'unione dei sessi.

Volevi che da maestro ti facessi

cos’erano i godimenti ti dicessi

e il perchè non ti erano concessi

27) Cantando l'inno gallo roco

gaia vita bruciai, arsi al fuoco

Inferno ne scandagliai il luogo

La cura iniziai così, per  gioco,

per farti donna, lottai  Glauco

cosi’ giocando divenni  rauco

28) Sposata sporcava il talamo

ambedue DIO e fede tradimmo

amanti, senza  scrupoli fummo

succhiammo vita, come gelato

dando la responsabilità al fato

che d’incontrarci ci aveva dato.

29) Come mai tutto questo fu?

Perché non seppi avere virtù ?

Memore ero di Silvia che giù

a Guebwiller negai amore blu

a causa mia, suicida fu laggiù

ed in fossa lei andò con i più

30) Promisi allora che mai più

negare dovrò amore senza tabù

senza cercarlo se da me vuoi tu

Ciò che vita da, non temere orsù

se m’ami, t’amerò anche di più

perché tu viva, io pagherò lassù

31) Colpevole morte di Silvia

a causa della coscienza mia,

allora in autopunizione "pia"

accettai il vivere con Iolanda

quell'amore che lei m’offriva

con forza. Decisione orrenda

32) Segretaria lei mi seguiva ,

ufficio ambulante mi fu la diva,

anche del lavoro Iole si nutriva

mi aiutava da vera donna attiva

facevamo una bella coppia viva

la sera felice io ritornavo a riva

33) E così che, venne l'amore

talché non volevo lei spartire

da fastidio io mi misi a dire:

Il  marito  che sa  e consente

non mi va proprio per niente

decidere dovrai finalmente

34) Se vuoi vivere solo per me

lui vada via, divorziando da te.

Ma Iole non sentiva, diceva che

ambedue voleva si può giacché

tranquilli lui ci lascia, ancorché

Non dice mai: traditrice perché?

35) Dicevo: bene, stai con lui

così non sarò “uno dei due”

ben deciso perciò allora fui

Ma se compagna tu mi sei

vivremo insieme senza nei

perché non saremo più rei.

36) A Venezia vera donna fosti

il più bel regalo tu mi facesti

l'orgasmo ho conosciuto dicesti

ti voglio per compagno come sei

rendili felici tutti i giorni  miei”

ce n’è voluto per convincere lei.

37) Ed i brutti giorni vennero

preda, gli sciacalli mi fecero,

rubato, io di fallimento dirò.

La nostra dimora lasciammo

esuli nella mia terra  fummo

con dei ciclopi noi andammo

38) Sposarla non avrei voluto

dicevo: per non essere cornuto

ma Davide era stato concepito

perciò d'agosto ci sposammo

marito e moglie diventammo

Alex nacque lui dopo un anno

39) Ed il tempo di fuggiaschi fu

intensa ricerca di pace, da giù

Gesù il Cristo ci portò più su

Con amore ci liberò, e per più

Al  nocchiero Gli  disse:  orsù

Non é tempo per loro,  alt,  tu.

40) Spirito di Dio venne da sù

ci fortificò, ridandoci le virtù

di molto aiuto la preghiera fu

fummo assidui chiesa e di più

Sua santa Parola ci portava su

e l'avvenire lo vedevamo bleu.

41) La  vita  gira, è come ruota

lo  fece male, con brutta nota

agendo come quell’Iscariota

allora spendevo per la Parola

del nostro DIO, che ci salva

ringraziavo per la  vita nova

42) Tu cadesti una volta ancora

prendesti la notte per aurora

fame d’altro sesso ti divora

stanca di vivere da Ugonotta

cedesti, e ti sei male condotta

affamata come calda cagnetta

43) Abitavamo a Vado Ligure

bel paese, con boschi e  mare

trasferiti da Catania un fiore

gelosa del mio essere sindacale

Politica tu facesti molto male

perchè ci mettesti troppo sale

44) Politica in Belgio  andasti

per gioco allora fede tradisti

del talamo tu tutto sporcasti

Così rogo per noi accendesti

e giù, nelle cloache scendesti

il buono, il bene distruggesti

45) Iolanda diventò meretrice

palpata, farina  d’impastatrice

diede a molti la sua matrice

Tutti cosi passarono la voce

quella franca si apre a noce

nessun rognoso si diede pace

46) Colpito, io depressivo fui

vergognosa malattia é per lei

da uomo pronto nelle decisioni

larva diventai non fosti pietosi

attrice alla gente ti presentasti

male ai figli tu mi raccontasti

47) Non c’é in lei pentimento

in vera fogna scese sentimento

Invano provai l‘esperimento

Partire dovetti dal mio tetto

un aspide m’avevi nel petto

io non potevo trovare ricetto.

48) Un anno fui grave ammalato

da te istigati fui dai figli umiliato

con loro, di tutto io fui spogliato.

Quando da clinica son  ritornato

i figli volevo avere, ero  contento

veleno a casa ebbi in nutrimento

49) Tutto crollò, vera scossa fu

di vedere i figli mi vietasti tu

cosa potevo per tirarmi su ?

Sola prece volsi a DIO lassù

Ei non dorme, Ei guarda  giù

Mi conforta e sostiene GESU'.

50) A separazione e divorzio mi  fù

buono e caro “fratello” quel  più

potente savonese nuovo Richelieu

egli senza figli mi mandò laggiù

da “buon pastore” ei  disse: orsù

Io son la Legge lui vada a Viggiù.

                Salvatore Comisi

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26 août 2015 3 26 /08 /août /2015 09:15
O N O R E   alla  I E N A

 

Si dice che gli animali uccidono solo altra specie,

per fame, per nutrire il branco e i loro piccoli

ma non é vero che "cane non mangia cane" .

Il leone nuovo capobranco sbrana gli altrui figli.

 

Conosci le iene ? animali voraci, vivono in branco

Come in caste, la superiore opprime la inferiore.

I maschi non uccisi, sono scacciati fuori in bianco,

una femmina domina, la figlia succederà con furore.

 

In precedenza lei ha dimostrato di essere feroce,

è la giusta erede, mangia anche sorelle e fratelli

sotto gli occhi della propria madre, non da pace,

sottomette il resto del fortunato branco di ribelli

 

Infine esce allo scoperto con brama di possesso

la propria vecchia madre sequestra e sottomette,

rubandola a sorelle e fratelli, lei è forte, un cesso

che al decesso depreda gli averi, onore alla iena!

 

Salvatore Comisi

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24 août 2015 1 24 /08 /août /2015 16:46
PRINCIPESSA   STEFY

Quando ti conobbi tre mesi avevi

non avevo figli t’adottai, t’amavo

per ore intere la notte tu piangevi

ti prendevo in braccio e passeggiavo.

 

Poi fra la tua mamma e me giacevi

ti bacio, ti carezzo dolcemente tutta

finche felice, beata ti addormentavi

e della notte facevi una sola tratta.

 

Poi ebbi dei figli, eri sempre prima

non più i pannolini io ti cambiavo

non più nel sedere spalmavo crema

non più il biberon per te preparavo

 

Ora già all’asilo io felice ti portavo

con un cestino pieno di cose belle

il grembiulino avevi tutto bianco

si, ero radioso quando ti guardavo.

 

Poi la scuola, e le belle passeggiate

mi sentivo un re quando eri con me

fra i fratelli eri la figlia intelligente

chiedevano della bella, additavo te.

 

Ero fiero di sentirti mia cara figlia

e molti giovani ti facevano la corte

ma tu hai scelto vecchio che raglia

avresti fatto meglio a darmi morte.

 

A quello ha provveduto tua cara madre

pur sapendo che non avrei potuto farlo,

le minacce che feci come le fa un padre

la scusa furono per cuore ad altri darlo

 

Lei sapeva bene ciò che io non vedevo

giustamente mi chiese di parlarti forte

dirti che a 15 anni tu non potevi, devo

separarti da trentenne come da morte.

 

Perciò ti dissi cose per molto spiacevoli

eppure normali se in una famiglia unita

ma la nostra nel suo disegno dopo Belgio

doveva morire, voleva presto essere ita.

 

Ora ti ho persa, è una triste cruda realtà

eppure nel mio cuore sei sempre la diletta

non mi guardi anche se vivo la stessa città

lo so, si lo so, tu ormai hai fatto una scelta

 

Salvatore Comisi

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24 août 2015 1 24 /08 /août /2015 16:27
G A E T A N O

 

 

Quando tua madre di te incinta fu,

la paura e la disperazione la prese.

Un’altra maternità la porterà giù

è grosso guaio, liberarsene pretese.

Cosi’ provo’ tutti gl’intrugli avuti

Aggiungendoli a quelli conosciuti.

Visto che per niente tu volevi partire

s’informo’ di cliniche oltre frontiera

perchè in Francia era vietato abortire

con un altro figlio finiva la carriera.

Nulla mi disse di ciò che la stordiva

con diligenza si preparo’ e fu tardiva

 

Mi disse: devo andare a vedere la zia

che in Alsazia vive, lei vuole vedermi

mi presento’ la cosa come opera pia

una settimana parti’ ed io a dolermi.

Era certo per lei settimana di riposo

Vai gli dicevo, io non sarò scontroso

Al suo ritorno mi raccontò in essenza

l’accoglienza avuta dalla vecchia zia

che tanto felice era della sua presenza

in casa pranzo e cena fu settimana ria.

Grosse bistecche e vino da eccellenza

più grossa fu per sua vita d’eminenza.

 

Che vita, ma che pacchia, ed io a berla

dalle sue labbra pendevo felice per lei

quella falsa storia addormenta cervella

l’avevo creduta ero fiducioso senza nei

La mano nel fuoco avrei messo al dire,

come Muzio Scevola ne dovevo soffrire.

Dalla svizzera è tornata come partita

i medici quell’aborto non hanno fatto

formato eri tu, bambino per l’uscita

al termine, e non a pezzettini distrutto.

Fu certo la fortuna per te che nascesti

non sono mai stato per l’aborto e resti.

 

Finalmente, dopo qualche tempo disse

che incinta era, onestamente io non so

se tu ne sei il padre, mio marito è forse

andato oltre l’onanismo abituale a caso

Sarebbe bene che tu lo possa incontrare

per decidere fra di voi chi ne sarà padre

Questo io non lo accettai, ti sentivo mio

sin dal primo momento. La scelta dissi

dovrà essere tua con chi vuoi vivere tu?

Lei insisteva, con ambedue vivere fissi.

Ne fissi ne fessi, saremo uniti se divorzi

se no, vivi col marito senza me amante.

 

Insistei nel dire: me prendere o lasciare

non potevo essere per sempre l’amante

allora disse che con me voleva restare

la sua era una scelta d’amore potente.

Cosi’ il marito lei mando’ all’inferno

mentre io discesi nel profondo Averno.

Quando nascesti la legge esigeva darti

altro cognome che il mio, ma t’amavo

si, insistetti per mio figlio riconoscerti

supplicai con lacrime, a te io pensavo.

E malgrado che gli avvenimenti hanno

dato torto a me, io lo rifarei nell’anno.

 

Salvatore Comisi

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24 août 2015 1 24 /08 /août /2015 16:10
Lettera d'Amore Paterno

Lettera d'Amore Paterno

 

Ho mio dolce Davide, carissimo figlio

tu concepito fosti il sette di gennaio

non dire: “è perchè ti rassomiglio?”

so che ingannato fecondai il granaio.

Quella sera non volle accorgimento

tu puoi disse, la mia dolce Beatrice

sono nel periodo sterile, è il momento

in casa di zia Elisabetta fu matrice.

Cosa pensi io dicessi quando lo seppi?

Fui felice di essere d’un siculo padre

che avevo concepito, anche se in ceppi

perchè non intendevo sposarla madre.

Non perchè non l’amassi follemente,

ma perchè la sapevo molto incostante

lei si stanca se di un solo uomo amante

e volevo che nel caso fosse civilmente.

Moglie, essere in regola con la legge,

non c’era gusto per lei intraprendere

di tradire chi come marito non regge

non sposarmi tenerla, non la perdere.

Sapevo che finché non gli fossi marito,

forse non avrebbe tradito per timore

di essere lasciata in mare non pulito

la sono guai in terra di ciclopi e colore

 

 

Ma lei fu attenta, una buona compagna

ne fui conquistato, abbassai la guardia

insieme facevamo preci non fu mai lagna

credetti che fosse cambiata come Maria.

Quando di otto mesi lei era di te incinta

cedetti al suo dire e l’ho voluta sposare

fu d’agosto, era accaldata, ma contenta

era certo meglio che mi buttassi a mare.

 

Presto la “libertà di moglie” lei si gesti’

giovane pediatra spesso a casa trovavo

in salotto, solo per prendere un caffè?

Dissi di cambiare medico, uno bravo.

Lo fece? al vero non lo so dove andasse

mai potei mia moglie cogliere sul fatto

motorizzata era e non so cosa facesse

ma tanti ricordi mi lasciano esterrefatto.

Figliolo tu mi dirai: “ ed io che c’entro”

no, nessuna colpa è tua, tu sei mio figlio

anche se hai scelto non esserlo, indietro

non si può andare, perchè sei coniglio?

 

Non hai coraggio di spiegarmi il perchè

tu hai sentito una sola campana, e la mia

ti rifiuti di ascoltare, io sono uomo che

ha fatto di sua vita onestà, non sono paria.

 

Salvatore Comisi

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24 août 2015 1 24 /08 /août /2015 15:54
L U C A

 

Avevo tre figli quando quarto sei arrivato

non so com’è andata, tua madre certo sa

diceva che figli più non voleva e sei nato

eppure attento ero, certo capito’ qualcosa

Sappi, l’averti figlio non mi è dispiaciuto,

solo che tua madre m’accusò di male agire,

non devi più toccarmi se no grido aiutooo!

cosi’ la nostra unione andò farsi benedire.

 

Ecco caro figlio mio, già prima che nascesti

ebbi tutte le pene di un marito male amato

da allora penso: “sapessi quanto mi costi”

ora m’ignori, ciò fu male l’averti amato?

Tu mi costi che già prima della tua nascita

tua madre cambiata, male essa fu con me

perenne mal di testa e tante malattie suscita

lo fanno tutte le donne, capiterà anche a te.

 

Ma non fu cosa che duri poco tempo, perita

s’ingegno’ per non più da me essere toccata

ormai quella donna per altri lidi era partita

incontro’ madonna gli fu maestra parificata.

Di libri sul sesso abbondantemente la forni’

gli regalo’ vestiti, borse e scarpe già messe

racconto’ come col vecchio amante riuscì

a vivere agiata a giovani onorare promesse.

 

Ma tu dici Luca mio caro, ed io che c’entro

in questo frangente, sono un povero ignaro

sono un bambino, un essere caro che dentro

ai vostri discorsi non vado, inghiotto amaro.

Poi vedo la gente che gentile è come non mai

sento che la tua partenza già molto grave è

ed io non so e non capisco cosa poi tu farai

sento parlare: separazione, divorzio, perchè

 

Il perchè mio caro Luca non so come dirtelo

forse capire non potresti, lo saprai da grande

quando la vita ti sarà stata maestra, oh cielo

se capirai cosa vuol dire rimanere in mutande

Questo per me significa che avevo quattro figli

La bella Stellina, il dolce Gilberto, il sapiente

Franco te Luca che t’arrabbi se del “rosso pigli

adesso sono in mutande, e non ho più appigli.

                 Salvatore Comisi

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18 février 2013 1 18 /02 /février /2013 18:01

Gran blu, sei il mio mare vivo

con te essere, io forte agogno,

cullato dalle tue onde giulivo,

carezzato come scoglio, voglio

appieno conoscere la dolce brezza

e sentirti forte, la mia salvezza.

 

Vedo la mia barca che all’ormeggio

é infelice, come cavallo scalpita già,

tira la cima coll’onda del meriggio

mi guarda gioiosa, pare che aleggia.

Robusta e sicura io sono, mi dice,

solo tempesta non mi si addice.

 

Tu sei il caro comandante mio,

io sono una buona compagna,

e come aiuto c’è sempre Dio.

Non lasciarmi nell’acqua stagna,

il gran largo voglio che mi baci

e della città non sentire le voci.

                              

Non abbandonarmi sempre all’anello

salpiamo su via andiamo presto la dove:

orche delfini balena e lo squalo bianco

nuotano, loro danno tutte, chiare prove

al significato della parola: L I B E R O !

dove il gabbiano si posa sul mio albero

 

Oh bella barca mia, quanta tenerezza

m’ispiri, sei attirante in questo di

mentre del mare sento già la carezza

al tuo allettante invito io dico si, si

orsù, alle cime, convinto mi hai tu.

Salpiamo, solchiamo il bel mare bleu

 

Salvatore C O M I S I  Comandante

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23 janvier 2012 1 23 /01 /janvier /2012 18:55

                                                            Foto di salvatorecomisi

 

 

La Concordia, nave molto imponente

nel suo grande giro del Mediterraneo

dava gioia e felicità a tutta la gente

che di lei si fidava, guidata da competente

gente, che venuto il momento del panico

fuggiva tutta seguendo il comandante sadico

 

Quante volte io nel porto in città di Savona

l'ammirai ammaliato con grande desiderio

che anche per me venisse infine la volta buona

di salirci a bordo per una crociera con brio

avevo venduto la mia barca la vicino ancorata

non potendo più vivere la vita di mare amata

 

Ma la Concordia incontro' uno scoglio

che la feri' come traccia di chiodo nel gesso

perche il suo capitano, un guascone broglio

ha osato navigare come e dove non permesso

per spacconata ha voluto, ed a forte velocità,

passare fra la terra e lo scoglio per pura vanità

 

Fare "l'inchino ?" o e per promozione turistica?

valeva la pena di rischiare tanta vita umana ?

"spacconata" da "capitano coraggioso" antica

usanza, ogni ulteriore discussione diventa vana

non voglio infierire sulla cotardia, d'abbandono

del capitano la nave, ne parlo ancor di perdono.

 

Ma di grande dolore, quello di un uomo

che apprende la morte di sorelle e fratelli

tutta umana gente, il grande bene supremo

per noi tutti, mentre godevano momenti belli

non era viaggio di miliardari, crociera di lusso

gli sconti invernali ne agevolarono il flusso

 

Ora si estraggono e si contano i morti

e quanti nella nave incastrata sono dispersi

ma ricordiamoci anche dei tanti superstiti

che sono scioccati, feriti e anche male messi

una terribile esperienza che cambia la vita

siamo ben poca cosa, questo a DIO ci invita 

 

Salvatore  Comisi

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