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30 mars 2013 6 30 /03 /mars /2013 09:52

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Il suo straordinario saluto alla folla riunita in piazza S. Pietro, non abituale per un Papa, un semplice ma eloquente “buonasera”, il suo dichiararsi fratello fra fratelli con il “pregate per me”. I tanti richiami alla povertà della chiesa, al servizio verso e per i poveri; Il richiamo al vero servizio nell’umiltà “chi è in alto serva gli altri” e soprattutto i ripetuti inviti a pregare Dio, ad invocarlo con fede, perché “Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono” di Papa Francesco, ce lo fa sentire come un evangelista, un Pastore Evangelico di una qualsiasi comunità Protestante, Battista o Luterana.

 

Egli si è dunque presentato come un riformatore di una chiesa che da secoli si è allontanata dalla centralità ed unicità di Dio come ricevitore di tutte le preghiere, solo perdonatore di tutti i peccati e dispensatore di tutte le grazie, e anche da quello che deve essere il ruolo che Dio ha affidato ad ogni cristiano come sacerdozio.

In quanto, tutti i salvati per grazia siamo chiamati ad essere “Pastori con l’odore delle pecore ….. Pescatori di uomini” sacerdoti e pastori, non come casta, ma come messaggeri di Dio per annunciare l’Evangelo della salvezza mediante il sacrificio di Gesù Cristo).

 

Tenendo in gran conto che:

 

Non è una chiesa che può salvare, qualunque essa sia, ne un vescovo o un Papa, ma SOLO CRISTO!

Non è un santo o una santa, (che sono creature di Dio bisognosi di salvezza per grazia e non per meriti) che possono esaudire le tue preghiere, ne tantomeno possono salvare, ma SOLO CRISTO !

NON è Maria (creatura di Dio e NON la madre) che può esaudire le tue preghiere, ne tantomeno può salvare, ma SOLO CRISTO !

 

La pace nella tempesta

 

È importante di sapere leggere tra le righe. Dietro una apparente modernità, il nuovo Papa si iscrive nel profondo, rigido lignaggio gesuita, che ha per scopo una forte opposizione contro la Riforma protestante evangelica. Si parla giustamente, di controriforma. Uno degli strumenti di Ignazio di Loyola era «

l’evangelizzazione concettuale« : che è quella di infiltrare tutti gli ambienti influenti di ogni ordine: politico, religioso ed economico, al fine di far prevalere la supremazia Gesuita. Questa pratica potrebbe essere imparentata ai metodi utilizzati dalle società segrete gnostiche. La Chiesa cattolica non è quindi risparmiata da questa infiltrazione.

 

Il movimento religioso di San Francesco d’Assisi (dal quale il nuovo Papa prende il nome), che ha come presunto compito di riparare la chiesa: “va Francesco, ripara la mia chiesa” è stato sostenuto dalla Chiesa romana quando si è opposto al movimento dei Catari. In effetti, i Catari, nel 13 ° e 14° secolo predicavano che non c’è un purgatorio, che non era il battesimo che salva, ma solo la grazia di Dio in virtù del Battesimo nello Spirito Santo (chiamato « consolamentum »).

 

Va anche detto che i Catari non riconoscevano il matrimonio come sacramento ed avevano delle donne che dirigevano delle comunità. Gli dobbiamo anche la prima pubblicazione in lingua « popolare » francese delle scritture (il Vangelo di Giovanni).

La risposta cattolica non ha avuto ritardi per farsi sentire: in due secoli di “riparazioni“, circa l’1, 2 milioni di Catari furono sterminati nel sud della Francia, Spagna e Italia. Fu questo genocidio che ha permesso l’emergenza delle grandi città del Nord (Lione e sopratutto Parigi) a scapito delle regioni meridionali (Albi, Montpellier, Nîmes, Marsiglia, Tolosa).

 

Questo rappresentava circa il 2,7% della popolazione europea del momento (45 milioni di persone nel 1450).

A titolo di paragone, il genocidio dei giudei, (l’Olocausto) che ha avuto quasi 6 milioni di vittime su una popolazione europea di 457 milioni di persone la percentuale fu di (1,1%) della popolazione.

 

Ecco due elementi che supportano la stessa strategia del nuovo Papa.

 

In primo luogo, quando ha gridato « siete andati alla fine del mondo per cercarvi un Papa“. Certo, egli progetta la chiesa in un paradigma escatologico, ma anche egli ascrive la sua missione nella visione centralizzatrice e dominatrice di roma. Allorquando proviene dal continente Sud Americano, egli si definisce come lontano « dal centro che è Roma. » Mi spiego: Quando Cristoforo Colombo è andato in America, si intende dire che ha « scoperto » il Nuovo Mondo.

 

È una visione egocentrica (incentrata su di se). In realtà, i nativi americani potrebbe anche dire che hanno scoperto un’altra civiltà. Ma ci segnala ancora che la scoperta è fatta solo in una direzione: « L’Europa ha scoperto l’America. » Oggi, ad esempio in Francia nominando dipartimenti d’oltremare, si parla di regioni « ultraperiferiche », come se il centro del mondo fosse Parigi. Al tempo di Gesù, anche, Gerusalemme era una piccola città lontana da Roma, eppure fu la, sulla strada della sofferenza, a Gerusalemme, che si è giocato il destino della salvezza dell’umanità.

 

In secondo luogo, se possiamo benissimo salutare il fatto che inizia il suo pontificato in preghiera, se guardiamo da più da vicino, vediamo che egli fa comunque attenzione a inscriversi nella scia della mariolatria indirizzando le sue preghiere alla Regina del Cielo.

In questo, ribadisce la vocazione di Ignazio di Loyola, che ha come volontà ultima di sterminare la via della Riforma Protestante istituendo un pensiero unico. Dietro le apparenze di pietà del Papa, le basi profonde del cattolicesimo restano sempre più radicate nella pura tradizione gesuita.

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