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25 novembre 2012 7 25 /11 /novembre /2012 12:25

I° Concilio di Nicea (da Wikipedia)

 

Il primo concilio di Nicea  è stato il primo  concilio ecumenico  del  mondo cristiano , secondo la prassi del  Concilio di Gerusalemme  di età apostolica.   Convocato (e presieduto) dall'imperatore   Costantino I , preoccupato dalle dispute tra cristiani che si facevano sempre più aspre. Se prima tali dispute erano tenute all'interno di luoghi di culto quasi in sordina o confinate nelle sedi ecclesiastiche, una volta che Costantino ebbe concesso, con l' editto di Milano  del  313 , una legislazione favorevole al cristianesimo, attribuendo ai vescovi anche funzioni giudiziarie e istituzionalizzando in questo modo la collaborazione fra episcopato e impero, queste dispute erano diventate anche una questione di stato e come tali andavano trattate: infatti, se queste non fossero state risolte, avrebbero dato un ulteriore impulso centrifugo all'impero, in una fase in cui esso si trovava sulla via della disgregazione. Con queste premesse, in un clima di grande tensione, il concilio ebbe inizio il  20 maggio  del  325 ; i partecipanti provenivano in maggioranza dalla parte orientale dell'Impero.

 

Introduzione

 

  Lo scopo del concilio era quello di rimuovere le divergenze nella Chiesa di Alessandria e stabilire la natura di Cristo in relazione al Padre; in particolare, stabilire se il Figlio fosse della stessa ausia, o sostanza del Padre.

Questo in quanto il Sinodo di Alessandria del 321, convocato da Alessandro, vescovo di Alessandria , pur concludendosi con la scomunica del presbitero Ario , non ne aveva fermato la sua attività propagandistica. Infatti Ario, rifugiatosi in Palestina presso il suo antico compagno di scuola, l'influente Eusebio di Nicomedia , creò un centro per l'arianesimo.

 

Un'ulteriore decisione del concilio fu stabilire una data per la Pasqua,

 la festa principale della cristianità. Il concilio stabilì che la Pasqua si festeggiasse la prima  domenica  dopo il  plenilunio  successivo all' equinozio di primavera , in modo quindi indipendente dalla  Pasqua ebraica , stabilita in base al  calendario ebraico . Il  Vescovo di Alessandria  (probabilmente usando il  calendario copto ) avrebbe d'allora in avanti stabilito la data e l'avrebbe poi comunicata agli altri vescovi.

 

Con il Concilio Costantino auspicava che fosse chiarito, una volta per tutte, un dogma (verità di fede) riguardo a una diatriba sorta in un primo momento intorno a una questione cristologica, ma le cui conseguenti lacerazioni teologiche avevano effetto anche sulla pace dell'impero, di cui egli si riteneva il custode.

Siccome la disputa ariana nacque e coinvolse le chiese d'Oriente, di lingua greca, la rappresentanza latina al concilio fu ridotta: il papa

 

Silvestro  fu rappresentato da due preti (questa prassi divenne costante anche nei concili successivi). Più in generale, i 318 ecclesiastici presenti (il numero non è certo) erano tutti orientali tranne cinque:  Marco di Calabria  dall'Italia,  Cecilio di Cartagine  dall'Africa,  Osio di Cordova  dalla Spagna,  Nicasio di Digione  dalla Gallia,  Domno di Stridone  dalla provincia danubiana.

 

Il Concilio si svolse nel palazzo imperiale dal 19 giugno al 25 luglio del

 325  e gli ecclesiastici furono spesati nel viaggio come se fossero stati funzionari di stato. Secondo la testimonianza di  Eusebio di Cesarea  l'imperatore convocò tutti i vescovi con lettere piene di deferenza, «...offrendo ad alcuni la possibilità di servirsi della posta pubblica, mentre ad altri furono messe a disposizione bestie da soma in grande quantità».  Rufino da Concordia  aggiungerà che Costantino, il quale «...prendeva a cuore con premurosa sollecitudine ogni nostra causa», aveva agito «...dietro suggerimento dei vescovi». Pur non essendo ancora battezzato, Costantino si attribuì la facoltà di presiedere l'apertura con un discorso pronunciato in lingua latina e tradotto in greco da un interprete e lo svolgimento dei lavori del Concilio:

 

riferisce Eusebio di Cesarea riguardo la cerimonia di apertura, della presenza dell'imperatore «simile a un celeste angelo del Signore», con una «veste splendente» e seduto su «un piccolo sedile d'oro massiccio». «l'imperatore ascoltava tutti con estrema pazienza e seguiva le varie tesi con viva attenzione, e portando a seconda dei casi il suo aiuto alle argomentazioni delle due opposte fazioni, pian piano ricondusse alla riconciliazione i litiganti». Il documento conclusivo venne firmato prima dal rappresentante imperiale Osio di Cordova, e poi dai rappresentanti del papa.

 

Nonostante la presenza di Ario e soprattutto di Eusebio di Nicomedia, la

maggioranza fu contraria alle loro idee. Infatti il comportamento dei due, per nulla conciliante, indispose la fazione moderata che votò contro di loro.

Il clima conciliare niceno fu a dir poco turbolento; il dibattito sulle tesi di Ario degenerò a tal punto che Nicola di Mira prese a schiaffi l'eresiarca. 

 

Organizzazione del concilio

 

Costantino  invitò tutti i 1800 vescovi della Chiesa cristiana (circa 1000 in Oriente e 800 in Occidente). Tuttavia, solo da 250 a 320 vescovi furono in grado di partecipare. Riguardo al numero esatto di partecipanti, le fonti coeve non sono concordi: secondo  Eusebio di Nicomedia  erano 250;  Eustazio di Antiochia , citato da  Teodoro , ne cita 270; sant' Atanasio , nelle sue Epistole ai Solitati, parla di 300 (come Costantino), anche se nella lettera agli Africani, racconta di 318 . Essendo stati dei testimoni oculari, sono tutti degni di fede.

 

Il numero di 318, che il papa Leone definisce misterioso, è stato poi adottato dalla maggioranza di Padri della Chiesa. Ad esempio,  Sant'Ambrogio  spiegava che tale numero dava la dimostrazione della presenza del Signore Gesù nel Concilio, in quanto la croce ne indicava 300, mentre il nome di Gesù 18. Sant' Ilario , difendendo il termine "consustanziale" - approvato nel Concilio, anche se condannato 55 anni prima dal  Sinodo di Antiochia  - spiegava che:

 

« 80 vescovi rigettarono il termine consustanziale, ma 318 l'hanno approvato. Quest'ultimo numero è per me santo, poiché è quello degli uomini che accompagnarono Abramo, quando, vittorioso dei re empi, venne benedetto da colui che è il sacerdote eterno » (senza fonte) 

 

 

Infine  Selden  racconta che Doroteo, metropolita di Monemvasia, diceva che il numero di padri conciliari era esattamente di 318, dato che erano passati esattamente 318 anni dall'incarnazione (tutti i cronologisti datano il concilio nel 325 dell'era volgare, ma Doroteo lo anticipa di 7 anni perché il suo ragionamento funzioni); d'altronde solo con il concilio di Lestina, nel 743, si iniziarono a contare gli anni a partire dall'incarnazione di Gesù.

 

A causa delle riserve espresse sulla dottrina dell'  homooùsion da Eusebio di Nicomedia e da Teognis di Nicea, entrambi, pur avendo firmato gli atti, vennero esiliati in Gallia tre mesi dopo. Infatti, avendo i due ripreso a predicare che il Figlio non era consustanziale al Padre, si disse che avevano guadagnato alla loro causa il custode degli atti del concilio nominato dall'imperatore per cancellarne le proprie firme. A quel punto venne pensato di ristabilire il numero misterioso di 318 partecipanti, mettendo gli atti del concilio distinti per sessione sulle tombe di Crisanzio e di Misonio, morti durante lo svolgimento del concilio; all'indomani, dopo aver passato la notte in orazioni, si scoprì che i due vescovi avevano firmato.

 

Decisioni del Concilio

 

 

Le decisioni prese dal concilio con un'amplissima maggioranza - solo Teona di Marmarica e Secondo di Tolemaide votarono contro - furono essenzialmente tre:  su proposta di Eusebio di Cesarea 

 

si arrivò a una dichiarazione di fede, che ricevette il nome di Simbolo niceno o credo niceno. Il simbolo, che rappresenta ancora oggi un punto centrale delle celebrazioni cristiane, stabilì esplicitamente la dottrina dell'homooùsion, cioè della consustanzialità del Padre e del Figlio: nega che il Figlio sia creato (genitum, non factum), e che la sua esistenza sia posteriore al Padre (ante omnia saecula). In questo modo, l'arianesimo viene negato in tutti i suoi aspetti. Inoltre, viene ribadita l'incarnazione, morte e resurrezione di Cristo, in contrasto alle dottrine gnostiche che arrivavano a negare la crocifissione.

 

venne dichiarata ufficialmente la nascita virginale di Gesù, definita nel simbolo niceno: Gesù nacque da Maria Vergine. In realtà la nascita verginale di Gesù era già affermata nel vangelo di Matteo, pertanto nel simbolo niceno essa venne solo ribadita.

fu condannata come eretica la dottrina cristologica elaborata da   Ario (arianesimo), che sosteneva che Gesù non avesse natura divina come il Padre.

 

Altre decisioni erano invece di carattere non solo dottrinale ma anche disciplinare, e riguardavano la posizione da tenere in particolare rispetto agli eretici e a coloro che avevano rinnegato il cristianesimo, e cioè:

furono dichiarate eretiche le dottrine del vescovo   Melezio di Licopoli.

furono stabilite delle regole sul battesimo degli   eretici.

si presero delle decisioni su coloro che avevano rinnegato il cristianesimo durante la persecuzione di   Licinio, cioè i cosiddetti lapsi.

 

L'imperatore fece trasmettere le decisioni del concilio a tutti i vescovi cristiani esortandoli ad accettarle, sotto la minaccia dell'esilio. Alla fine del concilio vennero stabiliti i seguenti canoni (cioè, "regole"):

1. proibizione dell'auto- castrazione; (vedi Origene)

2. definizione di un termine minimo per la ammissione dei neo catecumeni nella Chiesa;

3. proibizione della presenza di donne nella casa di un chierico (le cosiddette   virgines (o mulieres) subintroductae;

4. ordinazione di un vescovo in presenza di almeno tre vescovi della provincia, subordinata alla conferma da parte del   vescovo metropolita;

5. sugli   scomunicati, e sull'obbligo di tenere almeno due sinodi all'anno in ciascuna provincia;

6.   preminenza dei Vescovi di Roma e Alessandria;

 

7. riconoscimento di particolare onore per il vescovo di   Gerusalemme;

8. riconoscimento dei   Novaziani;

914. provvedimento di clemenza verso coloro che hanno rinnegato il Cristianesimo durante la persecuzione di   Licinio;

1516. proibizione di trasferimento di presbiteri e vescovi dalle loro città;

17. proibizione dell' usura fra i chierici;

18. Precedenza di vescovi e presbiteri sui diaconi nel ricevereEucaristia;

19. dichiarazione dell'invalidità del   battesimo ordinato da Paolo di Samosata (vedi eresia adozionista); dichiarazione che le donne diacono sono da considerarsi come i laici;

20. proibizione di inginocchiarsi durante la liturgia della   domenica e nei giorni pasquali, fino alla Pentecoste.

 

Il 25 luglio 325 il Concilio si concluse e i Padri convenuti celebrarono il ventesimo anniversario di regno dell'imperatore. Nel suo discorso conclusivo, Costantino confermò la sua preoccupazione per le controversie cristologiche e sottolineò la sua volontà che la Chiesa vivesse in armonia e pace. In una lettera fatta circolare nella prima festa della Pasqua, annunciò la raggiunta unità di fatto dell'intera Chiesa.

     

Il credo niceno: differenze e similitudini con il credo cattolico

 

 

Sin dai primi tempi in cui il cristianesimo si tramandava solo oralmente, vari tipi di Credo erano segni distintivi di una comunità: a Roma, per esempio, era popolarissimo il Credo detto "degli apostoli", soprattutto durante la Quaresima e nella liturgia di Pasqua. Al Concilio di Nicea persino Ario avrebbe potuto citare il suo credo. Ma per Alessandro di Alessandria, e i suoi sostenitori, occorreva maggiore chiarezza.

 

La sua opinione alla fine prevalse. Il Concilio, infatti, adottò un credo specifico per stabilire in modo chiaro la fede di tutta la Chiesa, includendo coloro che la professavano ed escludendo gli altri.

Alcuni elementi distintivi del credo niceno furono probabilmente aggiunti da Osio di Cordova, e cioè:   Dio è uno solo: è il primo articolo del credo niceno: Credo in unum Deum (Credo in un solo Dio).

 

Cristo è descritto come Deum de Deo, lumen de lumine (Dio da Dio, luce da luce), confermando la sua divinità. In un'epoca in cui tutte le sorgenti di luce erano naturali, l'essenza della luce era da considerarsi identica, indipendente dalla sua forma estrinseca. È singolare che un ragionamento del genere fosse usato dagli eretici modalisti, che erano stati condannati dal Sinodo di Antiochia nel 264-268.

 

Gesù Cristo è affermato essere genitum, non factum (generato, non creato), in opposizione diretta con l' arianesimo.

La dottrina dell'   homooùsion (vedi più sotto) viene sancita esplicitamente (in latino, consustantialem Patri). Alcuni ascrivono questo termine a Costantino stesso, il quale, su questo punto in particolare, potrebbe avere scelto di manifestare chiaramente la sua volontà.

 

Del terzo articolo di fede, solo le parole et in Spiritum Sanctum ([Credo] nello Spirito Santo) erano presenti: il credo niceno finiva con queste parole ed era immediatamente seguito dai 20 canoni del concilio. Quindi, invece di un credo battesimale che poteva essere accettato sia dagli ortodossi, sia dagli Ariani (come proposto da Eusebio), il concilio ne promulgò uno che era chiarissimo nei termini di contesa fra le due parti e quindi era totalmente incompatibile con la posizione degli Ariani.

 

Il ruolo del vescovo   Osio di Cordova, uno dei primi sostenitori dell'homooùsion, fu probabilmente decisivo nel portare il concilio a un consenso. Al tempo del concilio, egli era il primo consigliere dell'imperatore bizantino sulle questioni ecclesiastiche. Osio è presente come primo della lista dei vescovi e Atanasio attribuisce a lui la formulazione attuale del Credo. I Padri che più difesero la dottrina dell'homooùsion furono Eustazio di Antiochia, Alessandro di Alessandria, Atanasio e Marcello di Ancira.

 

 

IL CREDO DI NICEA   (1° concilio di Nicea )

 

 

Concilio di Nicea nel 325 Aggiunte al concilio di Costantinopoli 381

 

 

Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
creatore

                                                                                                    del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre

                                                                                                    prima di tutti i secoli:
[Dio da Dio],
Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.

Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese

                                                                                                             dal cielo
                                                                                       e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato
                                                       nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.

 

                                                                                        Fu crocifisso per noi sotto

                                                                                              Ponzio Pilato,

 


morì
                                                                                                           e fu sepolto.

Il terzo giorno è risuscitato,

                                                                                                secondo le Scritture,

è salito al cielo,

                                                                                 siede alla destra del Padre.

verrà,

                                                                              E di nuovo (verrà) nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
                                                                                 e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo,

che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre [e dal Figlio] ,
e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
   

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commentaires

Salvatore Comisi 26/12/2016 17:18

Hai ragione e sono d'accordo con te che Maria ha partorito Gesù essendo vergine ma che dopo il parto NON fu più vergine, oltre al fatto che ebbe altri figli, e questo da Giuseppe suo marito.

Salvatore Comisi 19/12/2016 13:04

Leggi attentamente tutto l'articolo e vedi nel Simbolmo Niceno 5Credo Niceno) dove viene ribadita l'affermazione del Vangelo di Matteo. Ciao, Salvatore

Alfred 19/12/2016 13:43

Certo che l ho letto ma mi domando se prima di scrivere si aveva una vaga idea di cosa era il simbolo niceno e di come era uscito da quel concilio considerato che la parte sulla verginita di maria non c era ma e successiva si circa 60 anni.questo e il testo completo approvato in quel consiglio : http://www.intratext.com/ixt/ita0141/ la parte che dici tu e stata aggiunta solo al Concilio di Costantiniopoli

Alfred 18/12/2016 17:16

Scusa mi puoi dire in quale parte del testo del concilio di nicea I sta scritto che Gesu e nato da Maria Vergine ?

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