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24 novembre 2012 6 24 /11 /novembre /2012 16:23

 imagesCAVT0U7U.jpgi simboli della fede 

   

 

CHE COSA INTENDERE PER SIMBOLO    

La parola greca symbolon indicava la metà di un oggetto spezzato (per esempio, un sigillo) che veniva presentato come un segno di riconoscimento. Le parti rotte venivano ricomposte per verificare l'identità di chi le portava.  

 

 

Il "Simbolo" della fede è quindi un segno di riconoscimento e di comunione tra i credenti. Symbolon passò poi a significare raccolta, collezione o sommario.

Il "Simbolo" della fede è la raccolta delle principali verità della fede.

 

IL CREDO EBRAICO

 

Mio padre era un Arameo errante scese in egitto e vi stette come straniero ..............   il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele ( Deuteronomio 26:6-9): In sintesi: "Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo …" (Deuteronomio 6:4)  Mc 12,29 ).  

 

Il "Credo", o simbolo apostolico, riassume la professione di fede degli apostoli e delle prime comunità cristiane.  Esso è accettato non solo dai cattolici, ma anche dai cristiani ortodossi e dai protestanti.

Il simbolo apostolico è innanzitutto la solenne professione di fede in Dio Padre, nel Figlio di Dio Gesù Cristo e nello Spirito Santo, cioè nelle tre persone della SS. Trinità.

 

IL SIMBOLO NICENO - COSTANTINOPOLITANO

 

Il simbolo niceno - costantinopolitano è chiamato così perché esprime la fede dei Padri conciliari che si riunirono a Nìcea nel 325 e a Costantinopoli nel 381, prima delle grandi divisioni tra i cristiani.

Questo Credo non è solo una professione di fede, ma è anche un testo di preghiera, per questo è largamente diffuso e professato.

 

IL CREDO DI PAOLO, é il più antico credo cristiano

 

"Vi rendo noto, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato ...

Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto:

che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa (Pietro) e quindi ai Dodici" ( 1 Cor 15,3-5 ). 1 Pr 3:18, 21-22 ).  Es 34,6 ). Il suo Essere stesso è Verità e Amore.

 

IL CREDO DI PIETRO

 

"Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, ... (fu) messo a morte nella carne, ma reso vivo nello Spirito. Il battesimo ora salva voi ... in virtù della risurrezione di Gesù Cristo, il quale è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo ed aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i principati e le potenze"  

La mentalità del Catechista è una mentalità di fede:

pensa come Cristo; come Lui vede e giudica la storia, ama e spera come Lui;

vive in Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo.

 

Concilio di Nicea



Il primo concilio ecumenico della Chiesa cristiana vi si riunì a Nicea tra il maggio e il luglio del 325: vi presero parte circa 300 vescovi, fra cui

 Atanasio, Nicolò di Mira, Eustazio di Antiochia (provenienti per la quasi totalità dalle Chiese orientali), in rappresentanza di tutta la cristianità. Oggetto principale fu la risoluzione dei problemi ecclesiastici e teologici suscitati dall'arianesimo: a tal fine il concilio era stato convocato dall'imperatore Costantino, evidentemente preoccupato dei riflessi negativi che la disputa ariana produceva sulla sua politica di conciliazione. origenista guidato da Eusebio di Cesarea e quello rigidamente antiariano di Alessandro di Alessandria, Osio di Cordova e Marcello di Ancira: la dichiarazione di fede (simbolo niceno) affermava la consustanzialità (omoousia) tra il Figlio e il Padre, negata da Ario e dai suoi seguaci (rappresentati a Nicea soprattutto da Eusebio di Nicomedia ). anatema, che condannava specificamente le dottrine ariane: Ario, Eusebio di Nicomedia e alcuni altri loro sostenitori furono costretti quindi all'esilio. Altre decisioni stabilite nel concilio di Nicea riguardarono la definizione del calendario pasquale e di una serie di norme disciplinari. Il concilio rimane un esempio del modo con cui venne formandosi il dogma cristiano, e altresì una testimonianza notevole della politica cesaropapistica degli imperatori.

 

L'imperatore stesso contribuì in modo determinante all'esito antiariano del concilio, appoggiando la dichiarazione di fede scaturita dall'accordo tra lo schieramento

 

Il concilio confermò altresì la deposizione di Ario, fatta decretare precedentemente da Alessandro di Alessandria, e fece seguire al simbolo un

 

Importante fu pure il concilio di Nicea del 787 (settimo ecumenico), che definì il culto delle immagini nei termini di venerazione, non di adorazione, e condannò l'iconoclastia.

L’errore pero’ resta anche nel termine « venerazione » che non é compresa dai credenti e che é comunque un atto anticristiano, cioé non-conforme all’insegnamento di Gesù Cristo.

 

VEDI:

 

Lista delle Eresie e delle invenzioni umane adottate dalla Chiesa Cattolica Romana      

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