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5 août 2011 5 05 /08 /août /2011 13:48

Chi sono i cristiani evangelici? La domanda è legittima. Il nome rischia oggi di essere portatore di equivoci. Più che contribuire ad informare, rischia di disorientare. È quindi necessario definire cosa s'intenda con “evangelici”.      

 

Essere evangelici cosa significa ?

 

Il termine ”evangelici” non è stata una scelta voluta, esso ci è stato affibbiato da altri. Purtuttavia ci sta bene se si vuole mantenere la radice del suo significato. Evangelico proviene dal termine evangelo che significa “buona notizia”, la buona notizia di Gesù Cristo. In effetti noi crediamo di doverci riferire al Vangelo ed alla Bibbia come alla somma autorità per la nostra fede e condotta.

 

Essa è assolutamente centrale. L'uomo saprebbe poco, molto poco su Dio e su se stesso se Dio non avesse parlato e non si fosse rivelato nella Sua Parola. Il Dio che emerge dalle pagine della Bibbia non è un Dio indifferente, immobile e muto ma il Dio che parla. Per questo la Bibbia è importante, anzi, essenziale per la vita di chiunque.



La centralità della Parola significa prima di tutto che la Bibbia è il mezzo particolare attraverso il quale Dio comunica la sua verità all'uomo. Senza di essa ci sarebbe molta incertezza, ma per mezzo suo vi può essere la luce e la certezza. Poiché Dio ha rivolto all'uomo il suo messaggio, quest'ultimo può sperare, essere liberato e salvato. Anche su questo termine ci sono troppi luoghi comuni. Con il termine “cristiani” si deve però intendere coloro i quali, come dice la Bibbia seguivano Gesù Cristo e si erano dati a Lui (Atti 11,26). In questo senso si deve pensare agli apostoli, ai discepoli, ai primi convertiti della Pentecoste a quelli di Gerusalemme, Antiochia, Corinto, ecc.

 

In questo senso essere evangelici significa essere coerenti con l'affermazione di Dio come Signore, come Colui che ha parlato nella sua Parola e che attraverso di essa può liberare l'uomo da tutte le sue illusioni rivolgendogli una parola certa per la sua salvezza.

Se la Bibbia è il mezzo attraverso il quale Dio comunica la sua verità all'uomo, allora ogni uomo ha la libertà di accostarsi ad essa senza che altri lo condizionino. Il potere e la chiarezza della Parola di Dio è tale da non aver bisogno d'altro sostegno che la propria forza.



Lo Spirito Santo è capace di rendere efficace la Scrittura nel cuore delle persone. Per questo si parla anche di “sacerdozio universale” dei credenti. Nel senso che ciascun uomo, il più potente come il più umile, il più ricco come il più povero sono posti, nel loro rapporto con Dio, su di uno stesso piano.

E se tutti sono liberi d'accostarsi alla Parola di Dio, tutti sono “sacerdoti”. Non c'è più bisogno di mediatori tra Dio e gli uomini. Tutti sono fratelli. Le chiese evangeliche non si riuniscono attorno a degli uomini che pure possono avere dei doni particolari i ma sono riunite dalla e attorno alla Parola di Dio.

 

Essere cristiani cosa significa ?

 

 

Si pensa a tutti coloro che nel tempo subirono scherni, flagelli, catene, lapidazioni, martirii, poiché “di loro il mondo non era degno”. Si pensa agli innumerevoli roghi accesi e a tutti coloro che ancora oggi soffrono a causa del nome che portano, quello di “cristiani”.

Oggi, sopprattutto nel nostro mondo, non è sempre così. Ci si può chiedere però cosa potevano credere per giungere fino a quelle estreme conseguenze con la certezza di non essere degli illusi. Noi cristiani crediamo che quell’oscuro falegname della Galilea, Gesù di Nazaret, sia il solo Signore.



Siamo fermamente convinti dalla Parola di Dio, che al di fuori di lui non sia possibile essere salvati “perchè non v'è sotto il cielo alcun altro nome per il quale si abbia ad essere salvati” (Atti 4,12).

 

Gesù è per noi il solo Mediatore tra Dio e gli uomini (1 Timoteo 2,5), perciò non c'è bisogno di alcun altro che faccia il ponte tra Dio e gli uomini. Dio sta al di sopra di tutti e di tutto e a Lui solo deve andare la gloria. “Venite a me voi tutti che siete travag1iati ed aggravati io vi darò riposo” (Matteo 11,28). “Io sono 1a luce del mondo, chi mi segue non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8,12).

Forse ci si può chiedere perchè si ritiene di aver bisogno d'un Salvatore. Senz’ altro perché riconosciamo la nostra totale incapacità nel realizzare il bene secondo Dio. Dinanzi al Dio santo della Bibbia ciò che 1'uomo può realizzare di meglio, non e altro che un panno sporco.

Ciò che la Bibbia chiama peccato non è una generica tendenza o determinazione casuale, non è solo lo stato di penosa incertezza, esso è iniquità e perversione del cuore. Qualcosa che attinge alla più intima essenza del nostro essere e dinanzi alla santità di Dio tutto è immondo.

Per scalzare questa perversione non è in alcun modo possibile affidarsi a pratiche religiose (digiuni, pellegrinaggi, sofferenze o altro). Questo è ciò che propongono tutte le diverse religioni. Questa è la nevrosi della salvezza che cresce sul terreno delle  illusioni umane.

 

Tutti i sistemi umani dicono: “Tu devi fare”. Tutti impongono all'uomo certe richieste che in definitiva egli non può realizzare. Cristo è invece venuto ad annunciare qualcosa d'assolutamente diverso, un'autentica buona notizia. “Tu non devi fare nulla, io ho compiuto tutto; tu non devi salvarti, io ti ho salvato; tu non devi giungere ad un certo livello di giustizia, io sono la tua giustizia; tu non devi espiare i tuoi peccati, io li ho espiati”.

 

Tutto è compiuto

Come può essere realmente vissuta una tale prospettiva? Solo per fede! Fede come riconoscimento e accettazione dell'opera della grazia che dice: “Tutto è compiuto!” (Giovanni 19,30). Sotto il cupo cielo della condizione umana Dio lascia trapelare la luce della speranza.

 

Qui non si tratta di migliorare ma di cambiare radicalmente, non si tratta d’aggiornarsi, ma di convertirsi. Senza Dio anche il progresso non è che decadenza! Poiché ogni miglioramento ci pone nuovamente in presenza della nostra derisoria insufficienza e della nostra minacciosa finitudine.

Alle persone sconvolte dalle esigenze assolute di Dio l'Evangelo di Cristo annuncia un perdono totale e quindi la pace. La sua opera è completa ed irripetibile, la sua luce sufficientemente luminosa per far impallidire tutto ciò che è umano e smascherare le meschine illusioni della nostra poverta.

 

La grazia è ciò che non si merita! Forse tanti la stanno cercando da tanto tempo senza rendersi conto che è un dono libero e sovrano di Dio che ama e chiama per nome. Poiché non è un diritto, né qualcosa d'obbligato, essa può essere accolta solo per fede, ma anche con la riconoscenza più completa. “Chi crede nel Figliuolo ha la vita eterna”. La salvezza è un dono di Dio che vale per l'eternità. E quando la si è conosciuta la si può confessare davanti agli uomini per la gloria di Dio. p.b.

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