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28 janvier 2011 5 28 /01 /janvier /2011 10:20

Si potrebbe pensare che le divergenze con la chiesa di Roma siano questioni di preferenze personali o di natura culturale. Qualcuno potrebbe pensare che gli evangelici scelgano l'apostolo Paolo al posto di Pietro per una semplice questione di preferenza. 

 

Il fatto che i cattolici si trovino tra i popoli latini mentre i protestanti tra quelli anglosassoni potrebbe essere un fatto prettamente culturale che dipende solo dal luogo di nascita. Infatti, oggi più che mai, viene espressa da più parti una forte volontà di superare ciò che si ritiene retrogado, epidermico e fameticante: il susseguirsi di incontri-dialogo a livello formale ed informale, tutti con un intento dichiaratamente ecumenico non e indicativo di una tendenza progressista ed illuminata?



Al di là di un'apparente divergenza superficiale c'è, di fatto, un elemento ben più radicale che è stato colto bene dallo storico Rosario Villari quando valutò come la riforma nascesse con Lutero e non con voci di opposizione polemiche come quella di Savonarola.



Egli scrisse che “Lutero non si era limitato a riprendere i vecchi motivi della critica contro gli abusi ecclesiastici, ma dal terreno moralistico aveva decisamente spostato la polemica su quello della dottrina, dei principi” (Storia moderna Laterza).

 

La Chiesa Cattolica Romana avrebbe potuto facilmente assorbire le polemiche di quel frate tedesco se questi non avesse fondato la sua radicla opposizione sul “Sola Scriptura”. Lutero insistette che in tutto e per tutto la Scrittura dovesse avere la precedenza e che perfino i Concili e le decretali papali fossero subordinate ad essa.



 

È questo principio della supremazia della Scrittura che dai tempi dei primi riformatori fino ad oggi costituisce l'elemento divergente di fondo tra cattolici ed evangelici.



Quando un teologo cattolico di alto rango si muove troppo verso una proposta più biblica per ciò che riguarda la dottrina, in modo che il ruolo di mediazione della chiesa romana sia minacciato, si sentirà replicare:



“Ai soli vescovi e ai preti è riservata la podestà di rinnovare nel mistero eucaristico ciò che Cristo ha fatto nell'ultima cena. Con il solo fatto di prospettare eccezioni a queste dottrine si intacca 1'intera struttura apostolica della Chiesa”. (La Repubblica, 11/1/1985, riportando le parole del dicastero di Ratzinger, che si appoggiava al Lateranense IV).



Più ancora che sulla dottrina della transustansazione della messa, dell'immacolata concezione, della preghiera ai santi, ecc., la vera divergenza è sulla mediazione della grazia. Mentre per il cattolico

la grazia è mediata da diverse cose, per l'evangelico essa è solo per fede in Cristo.

 

Essa può essere fondata sulla sola sicurezza che offre la Parola di Dio: “Poiché v'è un solo Dio ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso quale prezzo di riscatto per tutti” (1 Timoteo 2,5).

p.f. 

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