Overblog Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog
10 décembre 2012 1 10 /12 /décembre /2012 18:56

images[9]-copie-1

La nozione di consustanzialità è fatta dai Padri del primo Concilio di Nicea nel 325. Con questo termine, i vescovi presenti al concilio condannano le théorie di Ario secondo cui il Figlio (Gesù) essendo una creatura, non potrebbe essere della stessa sostanza del Padre.

 

Per chiarire la dottrina, il Consiglio ha fatto la scelta della parola « homoousios« parola greca, che si traduce nel termine italiano consustanziale, allo scopo di evocare l’unità e l’identità della sostanza (in contrasto con gli ariani, i quali sostenevano che Gesù era di diversa sostanza del Padre, « anomoios », (e coloro che hanno sostenuto che si trattava di sostanza simile, ma non identica « homoiousios » ), anche se la parola non è apparsa nella Settanta.

Il termine è stato poi applicato nella costruzione del dogma trinitario dello Spirito Santo. Il problema della consustanzialità nel cuore delle questioni cristologiche non deve essere confuso con il problema di filioque che divise le Chiese d’Oriente e d’Occidente.

 

Arianesimo

 

L’Arianesimo è un movimento teologico del cristianesimo primitivo, qualificato di « eresia« dai trinitari, dottrina di Ario (256-336), teologo di origine berbera di lingua greca della scuola teologica di Antiochia, cui punto centrale concerne la natura della Trinità cristiana e delle rispettive posizioni dei concetti di « Dio Padre » e « suo figlio Gesù ». Il pensiero dell’arianesimo afferma che se Dio è divino, il Figlio, è soprattutto umano, ma un essere umano con una quota di divinità.

Vi è un consenso oggi per riservare la parola « arianesimo » ad Ario medesimo e coloro che condividevano la sua posizione dottrinale, e di parlare piutosto di ‘’homéisme » e di (‘’homéens« ) quando si tratta di una corrente ulteriore che ha avuto una grande influenza nell’antichità tardiva e all’inizio del Medioevo.

 

Cristologia

 

Nel quarto secolo, l’arianesimo svolge un ruolo importante nello sviluppo del dogma della Trinità cristiana e porta alla sua formulazione. All’epoca, non esiste ancora nessun dogma obbligatorio del rapporto tra il « Padre » e il « Figlio ». Il primo arianesimo adotta il punto di vista di Origene: il subordinazionismo, secondo il quale il Figlio non è della stessa sostanza di Dio, che è increato e senza tempo, mentre Gesù è stato creato, e come un essere umano, egli è effimero. Se il Figlio testimonia di Dio, Egli non è Dio, e se il figlio ha un certo grado di divinità, questa è di minore importanza che quella del Padre. Per Ario, solo il Padre è eterno, il Figlio e lo Spirito sono stati creati.

 

Gli Ariani non professano la co0nsubstanzialità, adottata più tardi dalle Chiese. Gli argomenti dell’arianesimo sono filosofici sorti dal medio-platonismo su l’assoluto e la trascendenza divina, e seguono una teologia négativa per orientarsi verso uno stretto e rigido monoteismo in cui Dio è irraggiungibile mediante l’unico mezzo di comprensione dell’essere umano. Seguendo il prologo del Vangelo secondo Giovanni, il secondo arianesimo, quello di Ario stesso, ritiene che Gesù è un uomo in cui si incarna la Parola di Dio.

 

Gli anti-subordinazionisti trinitari, in seguito chiamati « ortodossi » (della « giusta fede » in greco, come è stato in seguito chiamato) si oppongono a questa visione, in seguito qualificata come « eresia » per sostenere che « l’arianesimo insegna due dèi, uno increato e uno creato, uno elevato e uno con ruolo subalterno; cadendo cosi’ nel politeismo.

Secondo i trinitari l’arianesimo rimette l’insegnamento della salvezza cristiana in questione. Infatti, come lo capiscono i Trinitari, l’arianesimo insegna che oltre a Dio che può salvare la creazione, una créatura lo può anche. Se Gesù è solamente della stessa natura del Padre o se Gesù non è consustanziale al Padre, insomma se Gesù non è Dio, gli uomini non possono diventare dei figli di Dio.

  

Accanto ad Ario, i grandi pensatori dell’arianesimo sono: Eusebio di Nicomedia, Eunomio, « l’antipapa » Felix II (353-365), l’arcivescovo Wulfila, il patriarca di Costantinopoli Macedonio (342-346 e 351-360) e il patriarca Eudosso di Antiochia (360-370), Demofilo (370-379).

 

Storia della cristologia ariana.

 

La cristologia ariana è sviluppata per la prima volta a metà del III secolo da Paolo di Samosata. Questo insegnamento è stato condannato da parecchi sinodi locali, soprattutto in Antiochia nel 319, ma continuo ad avere dei sostenitori.

Le liti tra ariani e trinitari hanno preso rapidamente una svolta politica. L’arianesimo domina la storia della chiesa istituzionale nel quarto secolo. E’ ben istallata in casa imperiale e quindi sostenuta dal potere. I trinitari, come Atanasio, hanno difficoltà a ottenere dei posti di potere fino a quando ottengono quello di Alessandria, vale a dire, il potere su l’Egitto, il granaio del Romano Impero.

Il secondo arianesimo vede opporsi i conciliatori orientali Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa e Grégoire Nazianzeno) alle intransigenze occidentali, come quelle di Ambrogio di Milano. La crisi si suddivide in tre phasi. Fra 318 e 325, una controversia inizialmente locale tra il papa Alexandre d’Alessandria e Ario, si avvelena e si intensifica al punto che l’imperatore

 

Costantino I, dopo aver costatato l’impotenza dei concilii locali, prende il partito di riunire un concilio ecumenico a Nicea, che stabilirà la prima versione di una confessione di fede.

Il partito ariano, al Concilio di Nicea del 325, è diviso in due campi. Da un lato, gli homéensi arianisti in senso stretto, credono che il Padre è Dio, il Figlio è uomo, ed è subordinato al Padre. Alcuni vanno anche oltre, sostenendo che il Padre e il Figlio non hanno nulla in comune: questi si dicono anoméens. Di fronte agli ariani, la tendenza ortodossa è anch’essa divisa tra i niceni stretti, detti homoousiens (dalla parola greca « ousia » che significa « sostanza » con il prefisso omo- »stesso »), per i quali il Padre e il Figlio sono consustanziali, ed i niceni moderati, detti homoïousiens, (il prefisso homoios che significa « simile ») secondo i quali il Padre e il Figlio sono simili ma non consustanziale.

 

Tra i 325 e 361, sostenuti dall’imperatore Costanzo II, gli ariani ristabiliscono il loro predominio politico e religioso, specialmente durante i différenti concili di Sirmio. Saturnin d’Arles, vescovo di Arles, e il portabandiera dell’arianesimo in Gallia di 353 (data del consiglio di Arles) fino al Concilio di Parigi nel 361. Infine, dal 361 al 381, i trinitari contrattaccano.

Il primo Concilio di Costantinopoli 381 ha deliberato in favore dell’ortodossia trinitaria, dando la sua forma definitiva al Credo. E’ solo dopo questo Concilio di Costantinopoli che l’insegnamento della Chiesa diventa uniformemente antisubordinazionista e trinitario secondo il dogma ortodosso conosciuto come il simbolo di Nicea o Credo di Nicea, che condividono ancora oggi le Chiese ortodossa, cattolica, luterana e anglicana .

 

Diffusione

 

L’imperatore Costantino I° desidera evitare disordini religiosi e sostiene l’organizzazione del Concilio di Nicea nel 325 affinche la Chiesa unifichi la sua posizione. Promuove e favorisce quindi il partito di Atanasio di Alessandria, che aveva proceduto alla scomunica di Ario. E’ durante questo concilio che l’arianesimo è qualificato come « eresia », una parola che assume in questa occasione un senso peggiorativo. Ma è forse un vescovo ariano, Eusebio di Nicomedia, che battezza Costantino sul letto di morte.

Gli Imperatori che gli succedettero variano tra il supporto per ortodossi a quello per gli Ariani. Costanzo II supporta l’arianesimo, probabilmente più per ragioni politiche che religiose: trovandosi ad Arles in Provenza, ha deciso che un concilio si tanga in quella città per tenere a freno Atanasio patriarca di Alessandria, che si oppone certamente all’arianesimo, ma sopratutto a l’autorità di Costanzo II. E’ il Concilio di Arles del 353, presieduto dal vescovo di Arles Saturnino. Costanzo II ne arbitra le sessioni e réclama la condanna di Atanasio Julien, lui, non apprezza la religione cristiana, e probabilmente non è dispiaciuto di scatenare conflitti all’interno della Chiesa; egli riviene sulle sue disposizioni.

 

Pochi anni dopo, l’imperatore d’Oriente Valente aiuta per contro alcuni vescovi ariani. A metà del quarto secolo, i vescovi: Fotino a Sirmio, Valente Mursa in Pannonia ed il suo vicino Ursinus a Singidunum in Mésie sono ariani. Questo ancoraggio ariano vicino al Danubio contribuisce alla conversione dei Visigoti e dei Vandali a l’arianesimo per mezzo del vescovo Wulfila che per mettà era gotico e per mettà era greco. I Visigoti convertono a loro volta gli Svevi, e probabilmente i Burgundi, nel V secolo, durante il loro predominio in Spagna e Gallia.

 

La fiera opposizione dei cristiani ortodossi contro l’arianesimo diventa un ostacolo alla assimilazione dei popoli federati installati ai margini dell’impero romano, perché questi popoli sono cristianizzati ariani. Ma alla lunga, sotto l’influenza delle élite e delle popolazioni romaniche, questi popoli germanici si radunano al Cristianesimo ortodosso. I Burgundi sono i primi a convertirsi, al V secolo, durante il Concilio di Toledo (589) i Visigoti di Spagna ed i regno svevo nel secolo seguente. Gli ultimi focolai ariani: il regno vandalo in Africa e il regno ostrogoto d’Italia, scompaiono durante la riconquista dell’imperatore d’oriente Giustiniano I° nel VI° secolo.

 

Posterità

 

In molti modi, il conflitto intorno alle credenze ariane nel corso dei secoli quarto, quinto e sesto contribuisce a definire il carattere centrale della trinità cristiana nel flusso principale della teologia cristiana. Come il primo grande conflitto interno dopo la legalizzazione del cristianesimo, la lotta tra niceni trinitari, e sostenitori di Ario, lascia una profonda impressione sulla memoria istituzionale delle chiese. Così, nel corso di più di 1500 anni passati, il termine « ariano » è usato per riferirsi a gruppi che si considerano fedeli e discepoli di Gesù Cristo, ma senza crederlo uguale a Dio e senza abbracciare il credo niceno.

Nel 1553, lo studioso spagnolo e riformatore protestante Michele Serveto, visto da molti unitariani comme una figura fondatrice del loro movimento e autore dell’opera Trinitatis Erroribus (Gli errori sulla Trinità), è stato condannato a morte e bruciato dai suoi colleghi riformatori tra cui Giovanni Calvino, per « eresia » antitrinitaria, la sua cristologia essendo simile a l’arianesimo.

 

Un epiteto polemico

 

L’uso del termine arianesimo come un epiteto polemico può portare a due tipi di amalgami e d’anacronismi. Il primo tipo di amalgama anacronistico, molto frequente nella letteratura storica, religiosa o no, consiste a opporre gli arianisti sia ai « cattolici » sia agli « ortodossi » termini il cui uso separato suppone che una di queste chiese è una sola: quella che viene citata, è l’unica continuatrice della Chiesa del IV secolo. L’uso di uno solo di questi termini respinge l’altro (così come gli anglicani e i protestanti), nella stessa « illegittimità » che quella prestata agli arianisti. Ma prima dello scisma di 1054 non si può ancora parlare di « cattolici », né di « ortodossi » separatamente, per paura di anacronismi, si rifiuta di usare i termini « Trinitaei » o di « Niceni », si deve quindi utilizzare quello « di cattolici – e – ortodossi » con i trattini, in quanto gli aggettivi significano « universali e giusti-credenti » (cioé credenti della doctrina giusta) che erano usati insieme nella chiesa del primo millennio.

 

Il secondo tipo di amalgama anacronistico concerne i gruppi di cristiani che hanno creduto o credono, come l’arianesimo, che Gesù non déventa di condizione divina che attraverso l’esaltazione, che egli non è Dio, ma un persona distinta e subordinata al Padre, e che ci fu un tempo in cui Gesù non esisteva, non essendo ancora stato creato.

Stabilire un parallelo tra questi gruppi e gli ariani può essere utile per distinguere gli anti-trinitari tra di loro, ma nonostante la frequenza dell’impiego del termine comme epiteto polemico, non vi è sopravvivenza storica di arianesimo continuo fino al nostro tempo: i gruppi etichettati come tali non hanno delle credenze identique a l’arianesimo. E’ per questo motivo, che questi non utilizzano questo nome quando si riferiscono a se stessi, anche se riconoscono che le loro credenze sono in accordo su alcuni punti, o sostanzialmente simili a l’arianesimo.

 

Tali controversie non sono solo dogmatiche, ma hanno anche delle implicazioni pratiche sul modo di trattare i non cristiani (che siano anteriori al Cristianesimo, o del tempo attualmente corrente): se Gesù non esiste da sempre (se Gesù non é eterno come il Padre, se non è uguale a Dio), ogni anima può essere salvata e merita di essere rispettata; ma se Gesù preesiste in quanto Verbo e ancora di più se è uguale o consustanziale con Dio, allora solo un’anima cristiana può essere salvata, e ogni uomo deve essere convertito (e se resiste, egli è perduto), e quindi, da qui’ l’invio di missionari per convertire i popoli non cristiani.

 

Coloro le cui credenze religiose sono stati confrontati o falsamente etichettati come arianistes includono:

 

I Catari,

Gli Unitari, fra i quali molti credono nell’autorità morale di Cristo, ma non nella sua divinità,

La Chiesa di Dio (del Settimo Giorno)

Il movimento degli Studenti della Bibbia fondato da Charles Taze Russell, che ha tirato questa credenza da George Storrs, una figura del secondo Avventismo americano. Per lui, Gesù ha avuto una esistenza pre-umana in quanto Logos, della stessa natura del Padre.

È alla risurrezione che Gesù ha, in più, ottenuto l’immortalità. Tuttavia, Ario riteneva lo Spirito Santo come una persona, mentre Russell non attribuisce una personalità a questo spirito. Diversi gruppi sono derivati dal lavoro di Charles Russell:

L’Associazione degli Studenti della Bibbia,

Il Movimento missionario interiore laico.

I Testimoni di Geova che hanno abbandonato la distinzione che faceva Russell fra la divina natura di Gesù e la natura angelica. Per loro,Gesù è l’arcangelo Michele.

Il Cristadelfiani (vedi Socinianesimo) che credono nella nascita verginale, ma secondo i quali Gesù ebbe un’esistenza prenatale, non letteralmente, ma come « verbo »

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

e varie altre.

Partager cet article

Repost 0

commentaires

Présentation

  • : Le blog de Salvatore Comisi
  • Le blog de Salvatore Comisi
  • : Poésies, études de la Bible et articles sur tout ce qui concerne à la chrétienté du premier siècle à nos jours
  • Contact

Recherche

Liens