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29 août 2015 6 29 /08 /août /2015 16:55
LA  VITA  E'  UN  POEMA

 

LA MUSA TALIA

-Talìa, festiva, presiedeva la commedia, la poesia giocosa e l'idillio ed era rappresentata con una maschera comica in una mano e nell'altra un bastone da pastore, in testa aveva una corona di edere.

 

IL POEMA DELLA MIA VITA da 1950 a 1990

 

1) Beati quei giorni di felicità 

quando io ero spesso in gita 

incontravo Maria, Lucia o Rita 

a  Roma, a Parigi o alla Civita

conoscevo così la gente umana

acquistando una gioiosa sicurtà  

2) Scuola mi fu il vivere di allora

gustavo  tutto  della  mia  aurora

l' Amore  non conoscevo  ancora

la libertà era la mia vera essenza

del mio pensiero e mia coscienza

perché  amore è solo dipendenza

3) Vivevo la calma, la gioia e pace 

di  Cristo  ero  un  buon  seguace

la Sua volontà  fare, a me piace

praticare il bene ero reso capace 

predicando il Cristo ero loquace 

un puro cuore in mondo rapace. 

4 )In quei di che ero tanto felice  

nuotavo nel pulito come un' alice  

filavo  felicemente con Beatrice  

ricordo, com'era bella la sua foce

scura la pelle, quasi come noce

sonora, chiara e gentile la voce.  

5) Spensierati quei giorni senz’ami

ma di amiche ne avevo a sciami 

sentivo di gioventù tutti i richiami 

molti erano come d’alberi i rami 

dove le membra posavano pami

quei dì io davo e ricevevo reami.  

6) Tanti erano i vellutati petali

tutti odorosi, attiranti e regali  

dove mio cuore portava sue ali  

quel polline dai variopinti colori  

mi dava gioia ed inebrianti odori  

gustavo dell' amore i veri sapori.  

7) Linda, magnifico botanico orto

l’incontrai quasi vicino al porto

di Catania, andando dal sarto 

portava un vestitino ben accorto

mi guardava mentre ero assorto

la vidi, parlai, non fui  più stolto

8) Coniugai felice in ogni  luogo

i verbi della vita, ei mi fu prologo

dei giorni  a venire, un pedagogo  

di giovanili ludi, fu tempo magico

d'esperienze. Fu mondo Areopago

che di conoscenze non rende pago.

9) Dopo incontrai Marina che fu 

colei che mi tolse tanti dei tabù 

poi Maria Rosa che mi  buttò giù

tanto che donne non ne volevo più

E Gigliola venne e mi disse: orsù

amiamoci forte e teniamoci su 

10) Fammi della tua grande tribù

portami a S. Remo, poi a Viggiù.  

e se vuoi, anche la fra gli Zulù  

ma non dimenticare che solo tu  

sei il mio amore il mio " Er più "  

Io ti offro me stessa corpo e virtù  

11)Poi Iolanda invase la mia vita 

con tanta forza, senza brutalità

del mio cuore ei fece la sua baita 

rimase felice, con  grande abilità

quando col tempo, si fu  stabilita

divenni sua preda,  fui senza aita

12)Prima che quella fosse venuta

bene vivevo senza bere cicuta

è vero, cuor contento ciel l'aiuta

ma quando con dolce maniera  

mi conquistò e fece sua carriera  

da giorno ch'era, fu presto sera  

13) Segretaria che lavora bene

era all'inizio, non avevo pene

nulla doveva succedere, orbene

tutto accadde, fummo d’aliene

lontani da Dio com'è Cirene

dalla bella notturna, Silene

14) Scapolo di Cristo credente

lei ha fatto voto di sposa ne?

sparse dagli occhi vero bene

proibito mangiammo, gente!

servimmo il malefico e truce

Non più Cristo ebbi per Duce

15) Spergiuri a fede, fummo noi

la pace sparse perche non Suoi

del male  diventammo veri eroi

amando una sposa  peccai,  poi

polare persi, e fu: sia come vuoi

il basto portammo come i buoi

16) Non più i passi allor portai

la dove s'adora Dio. Ormai

non più in prece, ne più andai

ove fede nasce, ma fummo soli

a noi stessi nemici e figlioli

nessun’aita, mai fummo proli

17) L'onore, il bene, ed il giusto

furono da noi proscritti presto

e così: sesso, tavola, ballo, tosto

presero gran forza il loro posto

volevamo gioire ad ogni costo

e di lussuria facemmo un cesto

18)Insieme fummo nel peccato

dicevamo: ma è stato il fato

a farci  incontrare, ero beato

non comprendevo il male fatto

dicevo: Non c'è stato contratto

perchè spontaneo era l'atto

19) Che perdesti amandomi tu?

quando amore mi giurasti fu

del talamo perdere le virtù.

Fu come fuggire la, nel Perù

di me tua preda facevi, laggiù

in quella "Temeraria" via blu

20) Non volevi più Matthieu

o andare con Gastone laggiù

come la nuova Montesquieu

solo me baciavi a Montaigu

me amavi, senza avere tabù

ben dandomi la tua gioventù

21) Sapete cosa persi amandola?

mi sentivo come in farandola,

dansai girando come trottola.

uscirne volevo, tale l'allodola

attirato da specchio, fui preda,

peccando persi mia aureola.

22) Per darti fede, persi la via

illuminando te persi luce pia

per darti forza svuotai la mia,

elevandoti me abbassai pria

ti misi su piedistallo, fosti ria,

per farti felice, divenni paria

 

23) Come mi trovai in catene ?

quando nel tunnel entrai bene

il sangue mi bolliva nelle vene

come attorniato da feroci iene

per uscirne ho aiuto da Irene

non avevo coraggio, ne rene.

24) Perchè non é Eva ma Circe

io povero Ulisse, alla sua mercé

la donna che ama, non fa marce

sicura conquista l’ uomo in pace

cosicché presto suo ben mi fece

fu l'amica, l'amante, la mia luce

25) Ho bisogno di cure, dicesti

tuo corpo tuo essere mi desti .

Anche primi agognati orgasmi

volevi, ma non conoscevi. Fremi

sperando quel giorno, tu tremi

come se ne provassi gli spasmi

26) Dicevi insegnassi i processi

che trasformano, e quali i nessi

d'orgasmo nell'unione dei sessi.

Volevi che da maestro ti facessi

cos’erano i godimenti ti dicessi

e il perchè non ti erano concessi

27) Cantando l'inno gallo roco

gaia vita bruciai, arsi al fuoco

Inferno ne scandagliai il luogo

La cura iniziai così, per  gioco,

per farti donna, lottai  Glauco

cosi’ giocando divenni  rauco

28) Sposata sporcava il talamo

ambedue DIO e fede tradimmo

amanti, senza  scrupoli fummo

succhiammo vita, come gelato

dando la responsabilità al fato

che d’incontrarci ci aveva dato.

29) Come mai tutto questo fu?

Perché non seppi avere virtù ?

Memore ero di Silvia che giù

a Guebwiller negai amore blu

a causa mia, suicida fu laggiù

ed in fossa lei andò con i più

30) Promisi allora che mai più

negare dovrò amore senza tabù

senza cercarlo se da me vuoi tu

Ciò che vita da, non temere orsù

se m’ami, t’amerò anche di più

perché tu viva, io pagherò lassù

31) Colpevole morte di Silvia

a causa della coscienza mia,

allora in autopunizione "pia"

accettai il vivere con Iolanda

quell'amore che lei m’offriva

con forza. Decisione orrenda

32) Segretaria lei mi seguiva ,

ufficio ambulante mi fu la diva,

anche del lavoro Iole si nutriva

mi aiutava da vera donna attiva

facevamo una bella coppia viva

la sera felice io ritornavo a riva

33) E così che, venne l'amore

talché non volevo lei spartire

da fastidio io mi misi a dire:

Il  marito  che sa  e consente

non mi va proprio per niente

decidere dovrai finalmente

34) Se vuoi vivere solo per me

lui vada via, divorziando da te.

Ma Iole non sentiva, diceva che

ambedue voleva si può giacché

tranquilli lui ci lascia, ancorché

Non dice mai: traditrice perché?

35) Dicevo: bene, stai con lui

così non sarò “uno dei due”

ben deciso perciò allora fui

Ma se compagna tu mi sei

vivremo insieme senza nei

perché non saremo più rei.

36) A Venezia vera donna fosti

il più bel regalo tu mi facesti

l'orgasmo ho conosciuto dicesti

ti voglio per compagno come sei

rendili felici tutti i giorni  miei”

ce n’è voluto per convincere lei.

37) Ed i brutti giorni vennero

preda, gli sciacalli mi fecero,

rubato, io di fallimento dirò.

La nostra dimora lasciammo

esuli nella mia terra  fummo

con dei ciclopi noi andammo

38) Sposarla non avrei voluto

dicevo: per non essere cornuto

ma Davide era stato concepito

perciò d'agosto ci sposammo

marito e moglie diventammo

Alex nacque lui dopo un anno

39) Ed il tempo di fuggiaschi fu

intensa ricerca di pace, da giù

Gesù il Cristo ci portò più su

Con amore ci liberò, e per più

Al  nocchiero Gli  disse:  orsù

Non é tempo per loro,  alt,  tu.

40) Spirito di Dio venne da sù

ci fortificò, ridandoci le virtù

di molto aiuto la preghiera fu

fummo assidui chiesa e di più

Sua santa Parola ci portava su

e l'avvenire lo vedevamo bleu.

41) La  vita  gira, è come ruota

lo  fece male, con brutta nota

agendo come quell’Iscariota

allora spendevo per la Parola

del nostro DIO, che ci salva

ringraziavo per la  vita nova

42) Tu cadesti una volta ancora

prendesti la notte per aurora

fame d’altro sesso ti divora

stanca di vivere da Ugonotta

cedesti, e ti sei male condotta

affamata come calda cagnetta

43) Abitavamo a Vado Ligure

bel paese, con boschi e  mare

trasferiti da Catania un fiore

gelosa del mio essere sindacale

Politica tu facesti molto male

perchè ci mettesti troppo sale

44) Politica in Belgio  andasti

per gioco allora fede tradisti

del talamo tu tutto sporcasti

Così rogo per noi accendesti

e giù, nelle cloache scendesti

il buono, il bene distruggesti

45) Iolanda diventò meretrice

palpata, farina  d’impastatrice

diede a molti la sua matrice

Tutti cosi passarono la voce

quella franca si apre a noce

nessun rognoso si diede pace

46) Colpito, io depressivo fui

vergognosa malattia é per lei

da uomo pronto nelle decisioni

larva diventai non fosti pietosi

attrice alla gente ti presentasti

male ai figli tu mi raccontasti

47) Non c’é in lei pentimento

in vera fogna scese sentimento

Invano provai l‘esperimento

Partire dovetti dal mio tetto

un aspide m’avevi nel petto

io non potevo trovare ricetto.

48) Un anno fui grave ammalato

da te istigati fui dai figli umiliato

con loro, di tutto io fui spogliato.

Quando da clinica son  ritornato

i figli volevo avere, ero  contento

veleno a casa ebbi in nutrimento

49) Tutto crollò, vera scossa fu

di vedere i figli mi vietasti tu

cosa potevo per tirarmi su ?

Sola prece volsi a DIO lassù

Ei non dorme, Ei guarda  giù

Mi conforta e sostiene GESU'.

50) A separazione e divorzio mi  fù

buono e caro “fratello” quel  più

potente savonese nuovo Richelieu

egli senza figli mi mandò laggiù

da “buon pastore” ei  disse: orsù

Io son la Legge lui vada a Viggiù.

                Salvatore Comisi

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